Guida alla moda e allo stile anni ’60

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Pop è la parola d’ordine degli anni ’60. È il decennio dello youthquake, quello in cui i figli del baby-boom, ormai giovani adulti, plasmano la società a loro immagine e somiglianza.

La decade viene simbolicamente inaugurata dall’elezione di John Fitzgerald Kennedy – allora poco più che quarantenne – alla presidenza degli Stati Uniti, nel Novembre del 1960.

La nuova coppia presidenziale, giovane, glamour e progressista, diventa subito un modello da copiare. Jacqueline Kennedy, con i suoi tailleur squadrati, i minuscoli cappellini e l’acconciatura bouffant, si afferma come una delle donne più copiate al mondo, e diventerà un’indelebile icona di questo periodo.

Dall’altra parte dell’oceano, intanto, nasce il fenomeno Beatles. In pochi anni, la Swinging London diventa l’epicentro della nascente cultura pop, e una fucina di nuovi trend. Nella capitale inglese, boutique come Biba e Bazaar propongono abiti alla moda, divertenti e irriverenti, lontani anni luce dalle blasonate proposte parigine. Nascono la minigonna, i collant, i tagli di capelli cortissimi e geometrici resi celebri da Vidal Sassoon.

Il corpo acerbo di Twiggy e il suo viso infantile incarnano gli ideali estetici di questa generazione. E gli abiti si modellano di conseguenza. Le silhouette tutte curve degli anni ’50 cedono il passo a linee squadrate, che nascondono il punto vita. Gli orli si accorciano moltissimo mentre i tacchi si abbassano.

 Per tutti gli anni ’60, la conquista dello spazio è un tema di assoluta attualità, anche perché è il terreno su cui si giocano le sfide della guerra fredda. I couturier parigini si lasciano volentieri ispirare:  nasce così la space age couture. Paco Rabanne, Pierre Cardin e André Courrege inventano un genere di moda onirico e audace, capace di dar vita ad un immaginario ancora oggi attuale.


Intanto la moda, grazie a un crescente benessere, è sempre meno elitaria e sempre più pop. L’industrializzazione che avanza prepara l’era del prêt-a-porter. Nel 1966 Yves Saint Laurent è il primo stilista a proporre una linea di pronto-moda a proprio nome: è la famosa Yves Saint Laurent Rive Gauche, destinata a sopravvivere fino ai (quasi) giorni nostri.

La moda donna degli anni ’60

modelle indossano abiti di courrege negli anni 60
  • In questo decennio, la silhouette preferita è quella a trapezio. L’abito-tipo è una tunica essenziale dalla linea pulita, che si svasa leggermente verso il fondo senza segnare il punto vita
  • I tailleur diventano squadrati (è il classico modello Chanel): la giacca boxy corta in vita si abbina a un vestito intero oppure a una gonna dritta che sfiora il ginocchio
tre look degli anni 60 dai colori squillanti
  • Vanno di moda le combinazioni di colori accesi e contrastanti, sia nelle fantasie che nell’outfit.
  • Anche le geometrie in bianco e nero vanno forte: è la trasposizione fashion dell’op-art, che nasce in quegli anni
  • La gonna più famosa del decennio è sicuramente lei, la minigonna, inventata da Mary Quant. Quello che non tutti sanno è che l’idea di accorciare l’orlo ben sopra il ginocchio è resa possibile da un’innovazione tecnologica. È infatti la commercializzazione del Nylon, che permette di trasformare le calze in collant, ad aprire la strada alla mini
  • pantaloni tornano ad assomigliare ai modelli maschili: la vita è media mentre la gamba, dritta e larga diventa svasata sul finire del decennio, anticipando la famosa ‘zampa’ degli anni ’70
mary quanto assieme alle sue modelle
  • I bottoni, preferibilmente grandi e di plastica, sono un elemento tipico di questo decennio. Grazie alla popolarità delle abbottonature a doppiopetto, si moltiplicano sui capispalla, anche in chiave decorativa
  • Elementi a contrasto, come profili colorati o in pelliccia, colletti di colore diverso e cuciture a vista sono tutti elementi che si ritrovano di frequente nel guardaroba di quest’epoca

Gli accessori degli anni ’60

una foto di guy bordin per charles jourdan
  • Le scarpe, come già accennato, scelgono tacchi bassi e squadrati: l’esempio perfetto sono le ballerine di Roger Vivier, che vedono la luce proprio in questi anni. Anche il modello alla bebé diventa molto diffuso
  • Con l’accorciarsi delle gonne, gli stivali diventano popolari in tutte le varianti da quelli alti al ginocchio allo stivaletto “beatles”, il chelsea boot. Ma gli stivali più iconici di questo periodo sono i “gogo boots”, che vengono proposti in tantissimi colori, oppure con cut out e inserti see-through
stivali anni '60 di roger vivier
  • I cappelli diventano meno popolari rispetto al passato, soprattutto tra i giovani. Riservato ormai alle mise più formali e bon ton, il copricapo femminile è in genere di dimensioni contenute, simile a una cloche oppure ispirato ai pill box.
  • Con la diffusione della minigonna, il collant diventa un accessorio importante: in questi anni vanno di moda coloratissimi, e qualche volta addirittura stampati con fantasia in pendant con l’abito
  • I bijoux in questo decennio vengono contagiati dallo spirito dissacratorio che percorre la moda: rinunciando a qualunque pretesa di verosimiglianza, la bigiotteria sperimenta con plastiche e resine, scoprendo forme del tutto nuove
  • Gli occhiali da sole  diventano un accessorio popolare, da sfoggiare anche in città. Negli anni ’60 sono popolari le montature squadrate, come quella famosissima indossata da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (1961). Non mancano però occhiali “crazy” ispirati alla space age, modello mascherina, oversize oppure con lenti di forme diverse
due modelle con occhiali futuristici degli anni 60

Il beauty anni ’60: hair & make up

  • Il make up  degli anni ’60 punta a sottolineare l’aspetto infantile del viso. Il trucco si concentra sugli occhi, rendendoli artificialmente grandi e sgranati, mentre le labbra passano in secondo piano con rossetti rosa e tenui. Per gli occhi, si usano ombretti in colori pastello (rosa, celeste, verdino) ed è di moda usare la matita nera per contornare interamente l’occhio. 
  • Le ciglia sono importantissime: si applica moltissimo mascara sia sopra che sotto, si diffonde l’uso delle ciglia finte e si arriva persino a disegnarle con la matita sulla palpebra inferiore.
  • I rossetti preferiti negli anni ’60 sono in tonalità nude, anche molto chiare: albicocca, rosa tenue, fino al color cipria. Accanto ai tradizionali lisptick matt, iniziano a comparire quelli satinati
  • In tema capelli, la parola d’ordine del decennio è volume, e la lacca è un ingrediente immancabile di ogni styling che si rispetti. La cotonatura sulla sommità del capo diventa un must, per ottenere l’agognata “cofana”. Sono diffusi tagli medio corti, gonfiati ad arte, ma anche capelli lunghi che vengono raccolti in enormi chignon torreggianti (il cosiddetto beehive).
  • Proprio perché vanno di moda hairstyle così gonfi, diventa popolare l‘uso di posticci per ottenere il volume desiderato. In questo decennio non c’è ragazza che non abbia nel suo armadio almeno un toupet e una parrucca.
  • Uno stile alternativo di capigliatura è quello d’ispirazione Brit. Reso popolare dai Beatles e dallo stylist londinese Vidal Sasson, prevede per maschi e femmine caschetti identici, dalle linee grafiche

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