Le eco-balle del marketing

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Non che io sia contraria all’ecologia, per carità.

Però sono davvero disturbata dall’uso che se ne fa.

Il termine “green”, assolutamente di tendenza, è diventato un’etichetta come qualunque altra, che viene appiccicata su qualunque cosa per renderla più interessante, più appetibile e ovviamente più vendibile. L’esempio più lampante sono le tonnellate di prodotti (t-shirt, shopping, chi più ne ha più ne metta) proposte un po’ da tutti “a sostegno dell’ambiente”.

Come ridurre gli sprechi, essere sostenibili e salvare la natura?

Evitare i prodotti inutili potrebbe essere un buon inizio.

Questo articolo ha 5 commenti

  1. bc

    >concordo. Vorrei proprio sapere quanto sono ecologici i capi ecologici di H&M

  2. Melkor78

    >
    Sulle sigarette è stato proibito l'uso della dicitura "light" perchè poteva indurre a ritenerle meno dannose ma credo che nessuno vieterà mai o porrà sotto controllo "green" su capi di abbigliamento, almeno fino a quando quest'ultimi non causeranno danni alla salute. Fanno bene a raccontare balle visto che ci guadagnano, finchè c'è chi ci casca… A me tempo fa saltò all'occhio una cosa simile con "integrale" su pasta e affini: era scritto su prodotti con anche solo il 3% di farina integrale. Continuando a saltare da un area di mercato all'altra spezzo una eco-lancia a favore di lush, dove mia sorella mi obbliga ad accompagnarla ormai da anni e che elimina il packaging da quasi tutti i propri prodotti 🙂 X

  3. playhendrixplay

    >
    E che dire degli scooter che anni fa venivano venduti con gli ecoincentivi e oggi sono considerati veicoli inquinanti? interessante il tuo blog ciao! 🙂

  4. disastro69

    >ti consiglio la lettura di Emilie, ecologista in carriera (Ed. Ambiente, collana Verdenero), molto carino 😉

  5. Federica

    Esatto! E mai come nella moda è importantissima l’artigianalità.

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