Con l’estate che avanza, arrivano puntuali anche loro: le cene aziendali. Quelle serate che nessuno sogna davvero, ma che fanno parte della vita professionale e alle quali, pertanto, siamo tenuti a partecipare. Non serve traboccare di entusiasmo, né possedere una particolare vocazione mondana. Basta comprendere il senso dell’invito. Ovvero? Semplicemente esserci, più che per mangiare insieme al ristorante, per costruire relazioni che ci accompagneranno lungo tutta la nostra carriera, anche quando cambieremo lavoro, ruolo o settore. Del resto, una cena può influenzare la percezione che gli altri hanno di noi molto più di quanto immaginiamo. Quindi, ecco come uscirne indenni secondo 6 consigli di galateo.

Essere preparati sul galateo a tavola
Saper stare a tavola non è un vezzo né un dettaglio d’altri tempi: è un vantaggio concreto, a maggior ragione in un contesto professionale come quello delle cene aziendali. Piuttosto che esitare su quale posata utilizzare, come afferrare un bicchiere o dove appoggiare il tovagliolo, conoscere le regole essenziali del galateo a tavola permette di muoverti con naturalezza, senza preoccupazioni, così da poter dedicare tutte le tue energie a ciò che conta davvero. Ergo, la convivialità. Il che, non significa dover impressionare i commensali, ma sentirsi sufficientemente a proprio agio da mettere a proprio agio anche gli altri.
Tenere una conversazione socievole
Padroneggiare l’arte di parlare senza monopolizzare il discorso è essenziale durante le cene aziendali. Opta per toni leggeri, domande aperte e argomenti nuovi quando è necessario spostare i riflettori con discrezione. Il tutto nel rispetto dei confini altrui e dell’ascolto reciproco. Al contrario, meglio evitare i monologhi, le competizioni verbali e il bisogno di attirare continuamente l’attenzione. Se l’obiettivo è creare un clima piacevole, che favorisca lo scambio, la vera abilità sociale non sta nel mettersi in mostra, ma nel far brillare il dialogo.
Argomenti da evitare alle cene aziendali
Sapere cosa dire è importante, ma sapere cosa non dire lo è ancora di più. Quando sei ospite ad una cena aziendale tieniti prontamente alla larga dalle critiche nei confronti dell’azienda, dei superiori o dell’organizzazione dell’evento, così come dal commentare qualsiasi aspetto che riguardi il fisico, l’abbigliamento o le abitudini dei colleghi. Sebbene il contesto sia più disteso rispetto all’ufficio, è decisamente poco appropriato anche condividere dettagli troppo personali o confidenze intime con i commensali.

Moderare l’alcol
Uno o due calici possono favorire la socialità e aiutare a sciogliere il ghiaccio. Eppure, quando il confine viene superato l’alcol passa immediatamente dall’essere il nostro miglior alleato all’essere il nostro peggior nemico. Una battuta infelice, una confidenza non richiesta o un comportamento sopra le righe possono lasciare tracce ben più durature di una presentazione impeccabile. La regola è semplice: divertirsi senza perdere lucidità. Dopotutto resta pur sempre un contesto professionale.
Le dinamiche invisibili delle cene aziendali
Durante le cene aziendali si osservano dinamiche che spesso sfuggono nelle riunioni formali. Chi invita guida il ritmo della serata. Chi partecipa osserva, ascolta e si adatta al contesto. I turni di parola, le attenzioni reciproche, i piccoli gesti di cortesia e la capacità di lasciare spazio agli altri raccontano molto del nostro stile relazionale. Sono dettagli apparentemente invisibili, ma spesso sono proprio quelli che vengono ricordati.
Cene aziendali e ringraziamenti
Quando la serata sta per volgere al termine meglio non essere né i primi ad andarsene né gli ultimi a lasciare il tavolo. Al momento dei saluti, è naturale uscire di scena con un ringraziamento sincero. Mentre il giorno successivo, è bene ricordare di mandare una breve mail o un semplice messaggio di ringraziamento a chi ha organizzato l’evento: un gesto professionale che completa il quadro con eleganza.
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