Se ti senti a disagio quando si parla di soldi sappi che non è un caso e, soprattutto, che è più comune di quanto tu possa immaginare. Infatti, il tema del denaro nella nostra cultura è da sempre un piccolo grande tabù.
Recentemente, ho discusso di questo argomento assieme alla mia amica Pecnuniami, per il podcast Variabile D della fondazione Bruno Frizzera: se ti va puoi ascoltare l’episodio qui
In questo articolo, intanto, vediamo perché l’argomento danaro è un tasto così dolente, e come affrontarlo secondo il galateo.

Perché parlare di soldi è un tabù
Per quale ragione ci imbarazza tanto parlare di soldi? Per secoli la Chiesa ha considerato il denaro una tentazione diabolica: l’usura era vietata, la ricchezza sospetta. Tanto che veniva chiamato lo “sterco del diavolo”. Le donne, poi, fino a tempi piuttosto recenti, non potevano né guadagnare né possedere capitali in prima persona. Ergo, difficile sviluppare un rapporto sano con qualcosa a cui non si aveva accesso. Inoltre, per la vera nobiltà i soldi erano roba da borghesi, da “nuovi ricchi”, mentre ciò che contava davvero erano i titoli, le terre, gli stemmi. Parlare di denaro? Sia mai, che volgarità!
Quando è necessario (e quando no)
Eppure, oggi saper parlare di soldi è fondamentale. Non solo perché parte della vita quotidiana, ma perché denota una certa serietà e competenza. Basti pensare ad un colloquio di lavoro: chiedere qual è la retribuzione non è un gesto maleducato o materialista, ma legittimo e doveroso. Oppure alle relazioni di coppia: prima di arrivare all’anello di fidanzamento, meglio fronteggiare la voce “gestione delle finanze” onde evitare spiacevoli sorprese. Naturalmente il denaro è anche un argomento sensibile e ci sono contesti in cui il galateo ci invita alla discrezione. Ad esempio, meglio non chiedere mai a qualcuno quanto ha speso per una giacca, un’auto o via dicendo, a meno che non sia lui a parlarne per primo.

Come affrontare il discorso
Ora, come muoversi con più serenità? In primis, spogliati del giudizio, perché ciò che per una persona è un prezzo eccessivo, per un’altra può essere sostenibile. Poi prova a guardare al denaro in modo neutro – come azione o strumento, non come valore personale. Ed infine, ecco un piccolo trucco preso in prestito dal mondo del lusso: evita parole come “prezzo” o “quanto costa”, e piuttosto prediligi espressioni come “qual è l’investimento richiesto” o “qual è il valore” – un modo elegante per affrontare l’argomento senza sentirsi impacciati e fuori posto. Insomma, è chiaro che il galateo moderno non demonizza i soldi. Anzi, al contrario, ci invita a parlare. Purché, come sempre, con misura e consapevolezza.
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