Marie Antoinette di Sofia Coppola compie 20 anni: il ritorno del film cult a Versailles

Marie Antoinette di Sofia Coppola.

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Il film Marie Antoinette di Sofia Coppola compie vent’anni e a giudicare da quanto la sua estetica continui a permeare social, passerelle e bacheche Pinterest pare non aver perso un briciolo di smalto, anzi. Uscito nel 2006, questo cult ha trasformato la Reggia di Versailles in un sogno color pastello fatto di scarpe, nastri, macarons, abiti esagerati e musica indie. Che oggi rivive in una mostra in quel del Petit Trianon, dal 22 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, accompagnata da un libro fotografico e da un documentario. 

Marie Antoinette di Sofia Coppola.

Marie Antoinette: il film che ha trasformato Versailles in un sogno pop

Quando Sofia Coppola arrivò a Versailles per girare Marie Antoinette, non si limitò a utilizzare il palazzo come scenografia, ma lo trasformò in un personaggio. La Galleria degli Specchi, le stanze private della regina, il Petit Trianon e i giardini diventano nel film un universo sospeso, tanto settecentesco quanto sorprendentemente attuale. Al centro c’è Kirsten Dunst, una Maria Antonietta adolescente e spaesata, più interessata alle scarpe, ai vestiti e ai dolci che ai problemi geopolitici. Pertanto il risultato è una biografia sui generis: Coppola sceglie di non raccontare la regina attraverso la storia, le battaglie, gli intrighi, ma di raccontare una ragazza attraverso la solitudine, la noia, l’amicizia e quella necessità molto contemporanea di trovare qualcosa – qualsiasi cosa – che renda un po’ più sopportabile la giornata.

Il libro e le fotografie dal set di Marie Antoinette

Per celebrare questo anniversario arriva anche Making Marie Antoinette, un volume curato dal fotografo Andrew Durham e pubblicato da Important Flowers, l’etichetta editoriale fondata nel 2024 fa Sofia Coppola. Completato da una conversazione tra Durham e la regista, il libro raccoglie una carrellata di fotografie realizzate durante le riprese: gli attori in pausa, le parrucche per terra, materiali dal set tra Parigi e Versailles. Insomma tutto ciò che di solito non vediamo. O meglio, non vedevamo. C’è qualcosa di quasi nostalgico nel sapere che quel set appartiene a un momento immediatamente precedente all’esplosione degli smartphone. Oggi produrrebbe migliaia di contenuti al giorno: stories, backstage, selfie, video, TikTok. Allora no. Le fotografie di Andrew Durham hanno quindi anche una sorta di fascino involontario, di un tempo ancora analogico.

Marie Antoinette di Sofia Coppola.

Nella mostra Marie Antoinette a Versailles

Il percorso della mostra permetterà di entrare letteralmente dietro le quinte della pellicola, in primis attraverso i costumi da Oscar di Milena Canonero, seguiti da accessori di scena, storyboard, sceneggiature annotate, fotografie e bozzetti preparatori. Sarà possibile, in altre parole, vedere come è nato quell’universo estetico che nel frattempo è uscito dallo schermo per entrare nella moda, nella fotografia e nella cultura pop. Una parabola curiosa per un film che aveva fatto discutere parecchio all’epoca, liquidato dalla critica come frivolo e superficiale, quando oggi quella presunta frivolezza appare come uno degli elementi più interessanti dell’operazione. Non il racconto di un’eroina tragica, ma di una femminilità e di un bisogno di evasione senza chiedere scusa per i vestiti, per gli eccessi, per la bellezza. Forse è per questo motivo che è invecchiato così bene: Marie Antoinette non è solo un film sulla regina di Francia, ma un immaginario delizioso fatto di sensazioni profondamente reali.

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