Furto al Louvre: le curiosità sui gioielli rubati 

Gioielli rubati al Louvre

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Nell’ultima settimana non si è parlato d’altro. Quel che è accaduto al Louvre ha dell’inverosimile, tanto che gli sceneggiatori de La casa di carta farebbero bene a prendere nota: un furto “vecchia scuola” all’Arsène Lupin che ha preso di mira la celebre galleria d’Apollon, dove sono custoditi i gioielli della Corona francese. Il leggendario Regent, il diamante da oltre 140 carati simbolo della monarchia, è rimasto illeso, ma otto pezzi dal valore patrimoniale inestimabile sono spariti nel nulla. Vediamo insieme le curiosità e la storia dei gioielli rubati. 

Regina Marie-Amélie ritratta da Louis Hersent, con addosso i gioielli rubati al Louvre.

La parure di zaffiri di Marie-Amélie e Hortense

Tra i gioielli rubati al Louvre ci sono un diadema, una collana e degli orecchini di zaffiri Ceylon e diamanti appartenuti prima a Hortense de Beauharnais, figlia dell’imperatrice Joséphine, poi a Marie-Amélie di Borbone-Due Sicilie, moglie di Luigi Filippo. Nonostante questa parure sia piuttosto famosa tra i gioielli reali, né il nome del committente né quello del gioielliere sono noti. La sua storia è piuttosto intricata, tanto che secondo una leggenda apparteneva addirittura a Maria Antonietta. Si dice che Hortense la ereditò dalla madre, per poi venderla alla Duchessa d’Orlèans, ovvero la futura regina Marie-Amélie. In tempi più recenti è stata indossata dalla socialite Isabelle d’Orléans e dalla modella Inès de La Fressange, per promuoverne l’acquisto da parte del Louvre. 

Diadema tra i gioielli rubati al Louvre.
MuseumPlus 5.1.657 Access 2010

La collana e gli orecchini di smeraldi di Marie-Louise

Fu un regalo offerto da Napoleone alla sua seconda moglie, nel marzo 1810, in occasione del loro matrimonio –  dopo la sua rottura con Josephine, che non poteva dargli un erede. La collana è opera del gioielliere François-Régnault Nitot. Conta non meno di 32 smeraldi e ben 1.138 diamanti. È il classico caso in cui dire “è solo un collier” suona quasi blasfemo.

Collana tra i gioielli rubati al Louvre.
MuseumPlus 5.1.00 422 122

Il diadema di perle, la spilla reliquaire e il noeud de corsage di Eugénie

Tra le vittime illustri del furto c’è l’eccezionale spilla reliquaire dell’Imperatrice Eugénie. Un pezzo firmato dal gioielliere Alfred Baps, che racchiudeva addirittura due diamanti “Mazarins” – parte del set di 18 diamanti che il Cardinale Mazzarino lasciò in eredità alla Corona francese nel XVII secolo. Altro capolavoro rubato appartenuto alla moglie di Napoleone III è uno squisito diadema di perle – 212 per l’esattezza – e quasi 2000 diamanti incastonati, ad opera di Gabriel Lemmonier. Lo stesso che la principessa Gloria von Thurn und Taxis indossò al suo matrimonio nel 1980. Di sua proprietà anche il celebre noeud de corsage creato da François Kramer, tra il 1855 e il 1864, intrecciando 2.438 diamanti come un fiocco luminoso.

Diadema tra i gioielli rubati al Louvre.
MuseumPlus 5.1.657 Access 2010

La corona rubata al Louvre e ritrovata 

Colpo di scena sul finale: nella fuga, i ladri hanno perso accidentalmente per via la corona dell’Imperatrice Eugénie, ritrovata (ma tragicamente danneggiata) nei pressi del Louvre. Si tratta di un sensazionale pièce unique progettato da J.-P. Maheu nel 1855. Ad Alexandre-Gabriel Lemonnier fu affidata l’incastonatura delle pietre – 1.354 diamanti, di cui 102 precedentemente montati sui gioielli del Tesoro Reale di Francia, 1.136 rose e 56 smeraldi. Mentre i fratelli Fannière modellarono le possenti aquile in oro giallo che circondano il gioiello. Un epilogo a dir poco rocambolesco per un furto che ha scosso l’intera Francia e non solo. Del resto, purtroppo non erano semplici gioielli, ma pezzi di storia dalla bellezza sconcertante. 

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Corona rubata al Louvre e poi ritrovata.
MuseumPlus 5.1.657 Access 2010

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