Ci sono poche cose che trasmettono spensieratezza quanto una giornata in spiaggia: piedi nella sabbia, capelli al vento, sguardo nel blu dipinto di blu e cervello in modalità aereo. Ma attenzione: essere in ferie non dà automaticamente il via libera al caos. Ebbene, le buone maniere ci accompagnano in ogni dove, anche sotto l’ombrellone e anche sotto il sole cocente di mezzogiorno. Ecco, dunque, tre modi – semplici, ma tutt’altro che scontati – per portare eleganza ed educazione in riva al mare.

1. L’abito (da bagno) fa il monaco
In spiaggia vale la regola “less is more”, ma proprio per questo ciò che rimane – ovvero costume, pareo, occhiali da sole, ciabattine – diventa ancora più importante. Ergo, l’eleganza si misura nei dettagli. Meglio optare per un costume pulito, ben tenuto e scelto con cura, dai colori ai materiali (di qualità). Quando si va al bar o al ristorante un copricostume leggero o un caftano portato con nonchalance sono essenziali per coprirsi quel che basta. Per lui: una t-shirt (asciutta) e, se il costume è un po’ succinto, un paio di bermuda. Quanto al topless? Come sempre, il contesto è tutto. In una caletta deserta, può avere un senso. In uno stabilimento affollato della Riviera, forse meno.

2. L’educazione in spiaggia è anche una questione di decibel
Una spiaggia è fatta per rilassarsi, non per sentirsi in mezzo a un centro commerciale in periodo di saldi. Il tono di voce – nostro e di chi ci accompagna – è una delle prime forme di rispetto verso gli altri. No alle telefonate a tutto volume, ai messaggi vocali da sei minuti, al karaoke involontario dal lettino. Vogliamo ascoltare la musica? Nessun problema, purché in cuffia. Vogliamo litigare con il nostro partner? Meglio aspettare di essere soli, o almeno di non avere accanto il signore di turno che cerca solo di leggere il giornale in pace. Una menzione di riguardo va anche alle foto: no a riprendere altri bagnanti senza consenso, a maggior ragione se sono dei bambini. Difficile da credere oggigiorno, ma la privacy non è un optional.

3. La vera classe rispetta la natura
Nulla è meno chic del mozzicone di sigaretta nascosto sotto la sabbia. Ma proprio nulla. E se fumiamo, chiediamo sempre il permesso ai nostri vicini d’ombrellone. In generale, i rifiuti – tutti, anche quelli “biodegradabili” – vanno portati via dalla spiaggia e smaltiti correttamente negli appositi cestini. Perché non c’è scusa che tenga di fronte al gesto (tanto maleducato quanto sconsiderato) di lasciare una scia di sporcizia dietro di noi. Al contrario, conchiglie, sabbia, sassolini, lasciamoli dove li abbiamo trovati. Certo, starebbero bene in una boccia di vetro sulla credenza in salotto, non ci sono dubbi, eppure sono parte della flora marina. E il rischio di una multa al sapore di sale come souvenir è sempre dietro l’angolo.
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