Galateo del colloquio di lavoro

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Ho deciso di parlare del galateo del colloquio di lavoro su richiesta di un’amica.
La quale mi ha raccontato che – dopo aver pubblicato un annuncio di lavoro con il suo numero di cellulare sul sito della sua attività –  ha cominciato a ricevere curricula via whatsapp, senza nemmeno un ciao.

Come dice il proverbio, il buongiorno si vede dal mattino.
E per instaurare rapporti di lavoro sereni e proficui è bene cominciare con il piede giusto. Secondo te, quante possibilità ha di essere richiamato qualcuno che invia una candidatura senza nemmeno dire Buongiorno?
(spoiler: ZE_RO).

un libro di paul allen su un tavolo con una rosa e una macchina da scrivere

Ma la lista dei comportamenti bizzarri ai colloqui di lavoro è ben nutrita.
Facendo due chiacchiere con un paio di amiche che si occupano di HR, ho sentito storie incredibili.
Per esempio, neo-laureati che si presentano al colloquio accompagnati dalla mamma, oppure gente che lascia squillare il telefono durante l’intervista (e magari, chiede anche se può rispondere).

Per evitare queste ed altre gaffe, eccomi con alcuni Dos e Donts per affrontare i colloqui di lavoro con un pizzico di savoir faire.

Colloquio di lavoro: cosa fare

una scrivania con una mac

  • Rispettare la formalità, fin dall’inizio. Che rispondiate ad un annuncio o che si tratti di una candidatura spontanea, allegate al CV una lettera di presentazione scritta con cura. E cioè non solo con una bella forma e la grammatica corretta, ma anche con un contenuto curato. Spiegate brevemente chi siete, perché volete lavorare per l’azienda a cui vi proponete e quale contributo pensate di poter apportare.
  • Arrivare puntuali. Vorrei darlo per scontato ma pare che scontato non sia, quindi ripetiamolo insieme. Ai colloqui si arriva con qualche minuto di anticipo, si studia prima il percorso su Googlemaps, si tengono in tasca i soldi per un taxi  in caso di contrattempi, insomma: si prendono tutte le misure necessarie per essere matematicamente CERTI di non arrivare in ritardo.
    E se nonostante tutto si è in ritardo, è obbligatorio avvisare con una telefonata.
  • Vestirsi con cura. I dress code professionali dipendono in larga parte dall’industry in cui si lavora: a un colloquio per entrare in uno studio legale non ci si veste come a quello per entrare in un’agenzia creativa. Detto questo, in occasione del primo colloquio, vestitevi un po’ più formali di come fareste se lavoraste già in quel posto. Con una giacca scura e una camicia bianca (sia per lui che per lei) è difficile sbagliare
    una scritta luminosa thank you
  • Essere educati. Sorridere, dire grazie e per favore, presentarsi correttamente con nome e cognome, stringere la mano come si deve, salutare cortesemente la receptionist, sedere composti e con la schiena dritta sono tutte piccole cose che contribuiranno a lasciare un’ottima impressione di noi
  • Spegnere il telefono. Anche qui, vorrei che fosse ovvio ma dalla regia mi dicono che non lo è. Il telefono va SPENTO, non messo in mute, SPENTO. Perché? Perché se dovesse suonare nel mezzo del colloquio, la vibrazione, anche se fortunatamente non dovesse essere avvertita dall’intervistatore, sarebbe avvertita da voi. E sarebbe una fonte certa di ansia e distrazione
  • Arrivare informati. Non è solo una questione di ottenere il posto, ma anche di semplice cortesia: informarsi bene sull’azienda presso la quale vi state candidando (basta chiedere a Google) è segno di rispetto e di desiderio di approfondire la conoscenza
  • Ringraziare. A prescindere dall’esito del colloquio, non dimenticatevi di ringraziare l’intervistatore per il tempo e l’attenzione che vi ha dedicato

Colloquio di lavoro: cosa NON fare

un bicchiere d'acqua sul tavolo

  • Non rifiutare l’acqua. Molti intervistatori offrono al candidato un bicchiere d’acqua (in Italia è comune anche il caffé). In questi casi è preferibile non rifiutare: accettando dimostrate di essere a vostro agio e padroni della situazione
  • Non tradire il nervosismo. Ai colloqui è naturale essere in tensione: dopotutto si tratta di un vero e proprio esame. Tuttavia, attenzione al linguaggio del corpo per non tradire l’emozione. Rosicchiarsi le unghie o tormentarsi le pellicine, toccarsi i capelli o (per le donne) accarezzarsi il collo, ticchettare con il piede sono tutti gesti poco eleganti, che trasmettono l’immagine di una persona insicura
  • Non fate troppe domande. Durante il primo colloquio, qualche domanda (opportuna) da parte del candidato dimostra interesse e partecipazione. Ma è importante che queste domande arrivino alla fine: deve essere l’intervistatore a condurre l’incontro, e guai a spodestarlo dal suo ruolo
    una scrivania con computer e telefono
  • Non masticare gomma e non portare con sè cose da bere o da mangiare. Vorrei che fosse ovvio ma purtroppo non lo è. Diciamolo: il chewing gum non dovrebbe esistere. Bicchieri con caffé, frullati e quant’altro vanno depositati nel cestino prima di entrare nell’edificio. L’unica cosa che si può portare con sè (se è estate e ci sono 40 gradi) è una bottiglietta d’acqua
  • Non chiedere feedback. Evitare assolutamente di chiedere com’è andata: intanto dovreste capirlo da soli, e poi non è né il luogo né il momento. State tranquilli: se l’azienda è interessata si farà sentire. Se tutto tace per oltre una settimana, è possibile mandare una mail con la richiesta di un feedback, con toni cortesi e mai insistenti
  • Non farsi accompagnare. Dalla mamma (dicevamo sopra), dal papà, dal fidanzato: meglio di no. Ai colloqui si va da soli. Se proprio avete necessità di qualcuno che vi accompagni perché avete una gamba rotta e non potete guidare, fate almeno che l’accompagnatore vi aspetti fuoriclose up sulle mani di due donne alla scrivania

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Foto di copertina di Booke lark via Unsplash.
Le foto interne le ho trovate su Unsplash

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Stefano Bassanese

    Beh, la ricerca del lavoro è un argomento che in questi momenti sfidanti è troppo importante per essere trattato in maniera così “leggera”.
    Siamo tutti chiamati a dare il meglio di noi stessi per far capire a coloro che si trovano in questa situazione che a partire dalla stesura del Cv ci sono accortezze molto più “tecniche” che vanno considerate per poi possibilmente arrivare al fatidico colloquio.
    Lo sport nazionale è diventato inviare Cv … come se fossero volantini pubblicitari … non è così che si aumentano le possibilità di avere l’opportunità di un colloquio, c’è davvero molto di meglio da fare per trovarlo davvero quel lavoro.

  2. Elisa

    Ciao Stefano, non ho certo la pretesa di esaurire l’argomento “ricerca lavoro” con i miei suggerimenti.
    Semplicemente ci tenevo a sottolineare come i soft skills, soprattutto in momenti così, come li definisci tu, sfidanti, possano fare la differenza.
    Che poi ci debbano essere anche gli hard skills lo do onestamente per scontato, e comunque: non è il mio campo.

  3. Manuel

    Ciao Elisa. Siccome si parla della figura dell’impiegata/o delle risorse umane, mi permetto di suggerire che il prossimo tutorial sulle buone maniere sia dedicato proprio a loro: risposte automatiche tutte uguali (talvolta dimenticandosi anche di togliere il XXXX dalla posizione nome!), feedback assolutamente inutili per migliorare le candidature future, atteggiamento di sufficienza, e spesso e volentieri ghosting! Insomma, anche i candidati ne vedono di cotte e di -molto – crude.

    1. Elisa

      Ciao Manuel, hai PIENAMENTE ragione.
      PIENAMENTE… ne ho parlato molto su IG. Dovrei proprio farci un post 🙂

  4. Marco

    Ciao Elisa, mi ricordo uno dei primi colloqui che feci dove il selezionatore della società si tolse le scarpe sotto il tavolo e giocherellava con i piedi …. In certi casi il corso di galateo sarebbe utile per entrambe le parti.
    Comunque ottimi consigli che, purtroppo, non sono così banali e conosciuti di questi giorni …

    1. Elisa

      Aiuto! Sì, lo so dovrei scrivere lo stesso pezzo… Per i recruiter. Direi che lo metto in agenda 🙂

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