La soirée mondana più sentita dalla città di Milano è alle porte. Parliamo della Prima della Scala, che da sempre raduna la crème de la crème del jet set nella platea del teatro meneghino. Se da un lato per prendere parte a un qualsiasi spettacolo nel calendario scaligero, il dress code da quest’anno è tornato scritto nero su bianco all’ingresso: niente canottiere, niente pantaloncini corti, niente infradito. Regole minime, senza eccezioni, né rimborsi qualora non rispettate. Dall’altro, lasciarsi prendere dall’ebrezza di mettersi in ghingheri per un’occasione formale come la Prima nasconde ancor più le sue insidie. Come vestirsi? Ecco, le 10 regole da osservare se si ha l’onore di presenziare a questo evento.

1. Per lui: lo smoking, ma non obbligatorio
Il black tie resta la scelta più coerente con il rito della Prima, ma chi non possiede uno smoking può optare serenamente per un completo scuro a due o tre pezzi. Camicia rigorosamente bianca, scarpe nere e nessuna concessione alla disinvoltura.
2. Per lei: sì ai colori, con misura
Nero, blu navy e bianco sono le opzioni più eleganti e più adatte al contesto della Scala, ma con l’avvicinarsi delle feste sono ammessi anche l’oro e il bordeaux. Al contrario, evitate come la peste i colori fluo e le tinte troppo accese.
3. Attenzione alla fantasia
Fiori, pois e stampe da giorno non sono in sintonia con la solennità della serata. Ma se proprio desiderate sfoggiare una fantasia, meglio scegliere un motivo ricamato, materico, prezioso, che sia degno della luce dei lampadari di cristallo.

4. Attenzione ai volumi
Le gonne monumentali da principessa sono spettacolari, certo, ma decisamente poco pratiche a teatro. Semaforo verde, invece, a paillettes e lustrini, purché non trasformino la platea in una pista da ballo.
5. Bando alle sneakers
Neppure la più “raffinata” delle scarpe sportive trova giustificazione sotto il frac o l’abito da sera. E qui non ci sono scuse che tengano: le sneakers sono un pugno nell’occhio impossibile da sostenere. Del resto, anche i piedi qui si muovono al ritmo della musica classica.
6. I gioielli maschili alla Scala: pochi, ma giusti
Fede, gemelli, un orologio da polso classico, magari con il cinturino di pelle, sono ben accetti. Vietati invece gli smartwatch e tutti gli orologi digitali, che decisamente stonano tra i tendaggi tradizionali della Scala, qualsiasi sia la griffe.
7. I gioielli femminili alla Scala: protagonisti
Via libera ai gioielli importanti, vistosi, dalla presenza scenica che non passa inosservata. Veri o finti, poco importa: bastano due pezzi forti, come un anello e una spilla, oppure un collier e un anello, e il gioco è fatto. Non dimenticate poi di togliere tutti i piccoli ornamenti indossati nella vita quotidiana, dall’anellino al braccialetto portafortuna.

8. Il soprabito conta quanto l’abito
È essenziale che il capospalla di abbini all’abito da sera, quindi state alla larga da cappotti e pellicce “da giorno” o, peggio ancora, dai piumini. Piuttosto scegliete mantelli in velluto o taffetà, e pellicce da sera, vintage o sintetiche che siano.
9. Il dress code vale anche per i più piccoli
Certo, a 14 anni non serve presentarsi in smoking o coperte da una cascata di paillettes. Ma l’eleganza richiesta dall’evento va comunque rispettata. Con un paio di pantaloni chino abbinati camicia bianca, giacca e mocassini non si sbaglia per i ragazzi. Mentre per le ragazze, puntate su un abito in velluto dagli accenti preppy.
10. Mai lasciare a casa la personalità
Anche alla Scala, rispettare il dress code non significa sacrificare il vostro tocco personale, radendolo completamente a zero. Se no che gusto ci sarebbe? Piuttosto, significa tradurlo all’interno del contesto con un pizzico di buon senso.
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