Dire “salute” quando qualcuno starnutisce: perché è scorretto secondo il galateo?

Dire "salute" secondo il galateo.

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Dire “salute” quando qualcuno starnutisce è uno di quei gesti che abbiamo imparato fin da piccoli e che ormai facciamo in automatico. Che sia nei confronti di un amico, di un collega o persino di uno sconosciuto. Eppure, non è sempre il modo di comportarsi più educato ed elegante secondo il galateo. Anzi, sarebbe proprio da evitare. Vediamo insieme per quale motivo.

Dire salute secondo il galateo.

Come nasce il gesto di dire “salute”?

L’abitudine di augurare “salute” ha origini antiche. Già nell’antica Roma si usavano formule di buon auspicio dopo uno starnuto e nel Medioevo questa pratica si diffuse ulteriormente, complice il timore delle malattie in circolazione. Infatti, le pestilenze iniziavano spesso proprio con sintomi respiratori. Per di più, secondo alcune credenze lo starnuto faceva fuoriuscire dal corpo una parte dell’anima, esponendo la persona a influssi maligni. Quindi dire “salute” era una sorta di formula di protezione.

Perché dire “salute” secondo il galateo è scorretto?

Ovviamente oggi il contesto è cambiato profondamente e con esso anche il significato dei nostri gesti. Se ci pensiamo bene, nella nostra cultura evitiamo accuratamente di commentare altre manifestazioni fisiche involontarie. Non diciamo “salute” se a qualcuno brontola lo stomaco in pubblico, né – fortunatamente – sentiamo il bisogno di intervenire se a qualcuno dovesse scappare una puzzetta. Questo perché riconosciamo, implicitamente, che si tratta di rumori corporei involontari, da lasciar scivolare via con discrezione, senza dover aprir bocca. Ecco, lo stesso principio dovrebbe valere anche per lo starnuto.

Dire salute secondo il galateo.

Da momento in cui l’Etiquette ci insegna a non mettere mai in evidenza ciò che l’altro non può controllare, quando diciamo “salute”, anche con le migliori intenzioni, stiamo in realtà portando l’attenzione su un momento che, idealmente, dovrebbe passare inosservato. Ci sembra un gesto premuroso, in segno di cura e di rispetto. Come a dire: “ti ho visto, mi sono accorto di te”. Ma è proprio qui che si nasconde l’equivoco: non tutto ciò che notiamo va sottolineato. Al contrario, in certi casi è meglio saper sorvolare.

Cosa fare al posto di dire “salute”?

Nonostante quando diciamo “salute” lo facciamo in buonafede, si tratta di un’attenzione non richiesta che può amplificare un momento d’imbarazzo. Quindi, come reagire? La cosa giusta da fare dal punto di vista del galateo è fare finta di niente, esattamente come faremmo nel caso di altre manifestazioni fisiche involontarie. Ebbene, trattenersi dal dire “salute” potrà sembrarvi una forma d’indifferenza, ma in realtà è un piccolo esercizio di sensibilità e rispetto verso chi vi è accanto.  

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Dire salute secondo il galateo.
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