In televisione, sui giornali, nelle cerimonie ufficiali vediamo spesso persone in uniformi decorate con nastrini colorati e distintivi. Ebbene, le onorificenze cavalleresche non sono solo simboli di merito: sono un linguaggio codificato, fatto di precedenze, proporzioni e contesti. Indossarle correttamente è un atto di rispetto verso l’istituzione che le ha conferite e verso l’evento a cui si partecipa. Quindi sì, ci vuole attenzione. Ma non temete: in questo articolo esploriamo alcune regole fondamentali su come si sfoggiano per un risultato impeccabile.

L’ordine conta (eccome)
Nella grammatica delle onorificenze vige una gerarchia precisa: prima quelle nazionali, poi quelle estere. Tra le nazionali, troviamo in cima le militari, seguite da quelle civili, dove le insegne dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana hanno la precedenza sulle altre, disposte secondo la data di costituzione dell’Ordine. La sequenza è d’importanza decrescente, quindi: onorificenze dell’Ordine Militare d’Italia, dell’Ordine al Merito della Repubblica, dell’Ordine al Merito del Lavoro, dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, dell’Ordine di Vittorio Veneto, dello S.M.O.M. (Sovrano Militare Ordine di Malta), onorificenze estere ed infine onorificenze degli Ordini non nazionali. Tuttavia, se alla cerimonia è presente un Capo di Stato che ha conferito una specifica onorificenza la disposizione può essere eccezionalmente invertita, mettendola al primo posto. Una cortesia diplomatica, più che una norma.
Dress code e onorificenze: l’eleganza della coerenza
Sull’abito civile da giorno, basta la rosetta all’occhiello sinistro della giacca – una sola, la più importante. In alternativa si può optare per i nastrini (in tessuto o in metallo), che possono essere molteplici, ma sempre secondo l’ordine corretto. La sera le miniature fanno il loro ingresso: appese ai nastrini di sostegno con il frack o collocate su una sottile catenella dorata posta sul bavero sinistro con lo smoking. Sul tight, in generale, si porta solo la rosetta, ma al suo posto c’è chi ammette l’uso delle miniature.

Le grandi occasioni richiedono le grandi onorificenze
Per cerimonie solenni e incontri di massimo rilievo (udienze papali, visite di Stato), oltre alle miniature, si possono indossare i collari (uno solo, il più importante), le commende (solo la più importante con il nastro sotto la cravatta), le placche (anche più di una, in ordine dal centro verso sinistra) e le fasce da Cavaliere di Gran Croce (solo la più importante, ponendola trasversalmente dalla spalla destra al fianco sinistro). Con il frack, la fascia si porta sotto il gilet, ma se è presente un Capo di Stato si porta sopra il gilet e sotto la giacca. E sì, la placca va sempre abbinata alla fascia. Sempre.
E le dame?
Per le dame insignite di onorificenze cavalleresche valgono le medesime regole. Con una nota di grazia in più: niente collare né commenda al collo, ma in genere vengono appesi a un fiocco portato sul lato sinistro del petto. Un dettaglio di sobrietà e misura.
Un tocco finale: il mantello
In alcuni Ordini è previsto anche il mantello cerimoniale, sia per gli uomini che per le donne, da indossare con disinvoltura regale, compostezza e piena consapevolezza del proprio ruolo. Sempre nel contesto adatto. Perché le onorificenze non si mostrano per vanità, ma si portano con dignità. E portarle bene non è che una forma di eleganza.
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