Il Capodanno non è solo un passaggio di calendario, ma un rito collettivo che segna il bisogno umano di dare forma al tempo. Si sa, le ore che ci separano dalla fine di un anno solare e l’inizio di un altro sono piene di sentimenti contrastanti, tra il bilancio dei dodici mesi appena passati e i buoni propositi per il futuro. E indipendente dall’essere ottimisti, pessimisti o semplicemente realisti, tutti abbiamo la sensazione che uno spicchio di vita sia stato archiviato per aprire le porte a qualcosa di nuovo. Cosa, non si sa. Ma siamo pronti ad accoglierlo con brindisi, baci, countdown, allo scoccare della mezzanotte. Scopriamo quindi il significato simbolico di questi gesti.

Il Capodanno come rito di passaggio
Secondo gli antropologi, i cosiddetti riti di soglia (o di passaggio) sono quei momenti in cui si attraversa simbolicamente un confine: la nascita, il matrimonio, le iniziazioni, i cambi di status e il Capodanno, appunto. Infatti, l’ultimo minuto dell’anno possiamo paragonarlo ad uno spazio in bilico, un limen, una soglia che separa il vecchio dal nuovo. E come in ogni rito di passaggio, servono gesti codificati per dare forma a quell’attesa sospesa, ovvero a ciò che altrimenti resterebbe indefinito.
Il countdown per ordinare il tempo
Perché facciamo il conto alla rovescia? Non è un’invenzione moderna, anzi, scandire gli ultimi secondi di un’anno all’unisono rimanda a un bisogno arcaico insito nell’uomo: coordinarsi in gruppo davanti a un evento cruciale che sta accadendo sotto ai nostri occhi. È la necessità di dare ritmo al caos del tempo, di creare un ordine comune. Non a caso, nelle grandi città il countdown diventa un vero e proprio fenomeno collettivo: Times Square a New York, gli Champs-Élysées a Parigi, Piazza San Marco a Venezia.

Il brindisi di Capodanno
Anche il brindisi di Capodanno ha origini antiche. A esempio, in epoca romana i calici venivano alzati in onore degli dei o per suggellare alleanze politiche, mentre nel Medioevo i bicchieri venivano urtati per far si che il vino al loro interno si mescolasse: era la prova che nessuno l’avesse avvelenato. Sebbene il fine oggi sia ovviamente cambiato, il brindisi resta un simbolo di fiducia reciproca, di un legame, come a dire che si può contare l’uno sull’altro per l’anno nuovo.
Il bacio di mezzanotte
Baciarsi allo scoccare della mezzanotte resta il gesto di Capodanno più romantico. Ma perché lo facciamo? Si tratta di una tradizione dalle radici europee e, nello specifico, proviene dai paesi germanici e anglosassoni, dove si credeva la persona baciata a Capodanno avrebbe influenzato la fortuna amorosa dell’anno a venire. È il corrispettivo intimo e privato del brindisi di gruppo: un rituale affettuoso, carico di superstizione, per augurarsi protezione e dichiarare reciprocità in un momento di transizione.

Il Capodanno nelle diverse culture
Ogni Paese ha sviluppato poi le sue tradizioni. Dal mangiare dodici chicchi d’uva in Spagna, passando per rompere i piatti in Grecia, guardare i fuochi d’artificio sulle Dolomiti, fino a Ded Moroz (Nonno Gelo) e Snegurochka (Fanciulla di Neve) che portano doni nella notte di Capodanno, invece che a Natale, in Russia. Ma ovunque l’intenzione è una: rendere tangibile il tempo che passa con una festa che rimarchi, di anno in anno, questo antico rito di passaggio.
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