Le vacanze (ahinoi) sono finite e il rientro in ufficio chiama. Che ci piaccia o no, il nostro abbigliamento anche in questo contesto parla di noi ben prima di aprir bocca. Qui si giocano credibilità, autorevolezza e spesso anche opportunità di carriera. Dunque, il power dressing non è solo un alleato di stile, ma un vero e proprio strumento strategico da maneggiare con una certa attenzione. Scopriamo insieme una guida pratica sull’outfit perfetto per il back to office, tra must have che trasmettono sicurezza e leadership, e falsi amici – quei capi che sembrano innocui ma rischiano di minare tragicamente la nostra immagine professionale.

Tre must-have del guardaroba in ufficio
1. Capi strutturati
La struttura comunica ordine, ergo più il capo è costruito più esso veicola un’immagine autorevole. Una giacca ben tagliata, un completo con linee definite o un cappotto sartoriale hanno il potere di cambiare istantaneamente la tua postura e il modo in cui vieni percepita. È la traduzione sartoriale del “so quello che faccio”.
2. Gioielli essenziali
Un filo di perle, piccoli orecchini a lobo, un bracciale minimal. Ecco il giusto equilibrio tra eleganza e sobrietà. Sono dettagli che parlano di cura, senza però trasformarsi in protagonisti. Della serie: meglio un tocco di luce che un fuoco d’artificio. Però se vuoi dare un accento di carattere anche agli outfit più lineari via libera alle spille importanti.
3. Contrasti cromatici forti
Non c’è nulla di più incisivo di un blu navy accostato a un bianco ottico, piuttosto che di un nero che incontra il rosso. Optare per contrasti netti in ufficio amplifica la presenza scenica, facendoti apparire di conseguenza più decisa e focalizzata. È un piccolo trucco di power dressing: i colori diventano alleati per veicolare messaggi di sicurezza e determinazione.

Tre capi da non indossare mai in ufficio
1. Loghi giganti
Nulla comunica più mancanza di consapevolezza che un logo grande quanto un cartellone pubblicitario. Non solo distoglie l’attenzione dalla persona e dalle sue competenze, ma sposta la conversazione sul brand indossato. Meglio evitare, se vuoi essere percepita come una professionista e non come la testimonial di una griffe.
2. Gioielli vistosi
I gioielli in ufficio devono fare da cornice, non rubare la scena. Infatti, orecchini chandelier, collane importanti, bracciali che tintinnano a ogni movimento possono rivelarsi facilmente elementi di distrazione. Il rischio è che durante una riunione l’interlocutore si concentri più sul tuo accessorio che sulle tue parole.
3. Tessuti preziosi (se non lavori in un contesto creativo)
Seta pura, velluto, broccato: materiali bellissimi, certo, ma spesso fuori luogo in ambienti corporate. Sono percepiti come “troppo” e rischiano di creare una distanza ingiustificata rispetto ai tuoi colleghi. L’unica eccezione? Se operi in settori dove la creatività è parte integrante del linguaggio professionale, allora sì, puoi permetterti più libertà.
Se ti interessa il galateo e vuoi approfondire contenuti come questo, ti aspetto ne La Classe, il programma formazione continua di Italian Etiquette Society.
