5 modi di dire maleducati secondo il galateo

Argomenti del post

Ci sono modi di dire che sembrano educati. Magari li pronunciamo con le migliori intenzioni, convinti di essere gentili, disponibili o addirittura premurosi. E invece, a ben guardare, riescono nell’impresa di far sentire l’altra persona tutto tranne che bene. Non sono insulti e non sono nemmeno apparentemente sgarbati. Eppure qualcosa non torna: scaricano la responsabilità sull’altro, invadono il suo spazio o ci mettono elegantemente – si fa per dire – sul piedistallo. Ecco, dunque, 5 modi di dire che utilizziamo nella vita di tutti i giorni da evitare secondo il galateo. 

Modi di dire maleducati secondo il galateo.

1. «Non hai capito»

Tre parole e il dialogo è praticamente finito. “Non hai capito” è tra i modi di dire che suonano come semplici constatazioni, eppure il sottotesto è: io mi sono spiegata benissimo, sei tu che non ci arrivi. Insomma, questa espressione scarica la responsabilità sull’altro e, anche se non era questa la nostra intenzione, l’effetto può essere piuttosto sgradevole. Meglio spostare il punto di vista e optare per «Forse non mi sono spiegata bene» oppure «Provo a dirlo in un altro modo».

2. «Adesso ti spiego»

A meno che non vi troviate davvero dietro a una cattedra, “ti spiego” può risultare paternalistico e, diciamolo, anche un po’ spocchioso. Quindi meglio tacere e trattenersi nel condividere qualcosa? Negativo, semplicemente basta scegliere delle parole che mettano l’altro sul nostro stesso piano. Ad esempio, «Ti racconto», «Ti mostro», «Provo a spiegarti come la vedo io».

3. «Salve»

Qui entriamo in un campo minato. Ebbene, “salve” è tra i modi di dire più diffusi in materia di saluti, ma proprio perché parliamo di galateo, non è sempre la formula più elegante. In contesti formali o quando ci rivolgiamo a qualcuno che non conosciamo, «Buongiorno» e «Buonasera» restano formule più curate e rispettose. Certo, “salve” non è una parolaccia, ma se l’obiettivo è essere impeccabili, possiamo fare di meglio.

Modi di dire maleducati secondo il galateo.

4. «Non per essere indiscreto, ma…»

Ecco fermiamoci: se dobbiamo premettere “non per essere indiscreto”, c’è una discreta possibilità che la domanda che segue sia… proprio indiscreta. Piuttosto che entrare a gamba tesa nello spazio personale di qualcuno, è decisamente più opportuno metterlo nella posizione di scegliere, optando per «Posso farti una domanda personale? Capisco se preferisci non rispondere». In generale, attenzione a tutti i “ma”, “però”, “tuttavia”, perché spesso ciò che arriva dopo queste parole finisce per annullare quello che abbiamo appena detto.

5. Usare diminutivi e soprannomi con chiunque

Ginevra diventa Gine. Leonardo diventa Leo. E noi pensiamo pure di essere affettuosi. Peccato che l’interessato non ci abbia necessariamente autorizzati. I diminutivi infatti sono perfetti con i bambini, con le persone di famiglia o all’interno di rapporti in cui esiste già una certa confidenza. Mentre con una persona che conosciamo a malapena possono risultare invadenti, infantilizzanti e semplicemente fuori luogo. Mai dare per scontata una confidenza che l’altro non ci ha ancora concesso, va conquistata!

Se ti interessa il galateo e vuoi approfondire contenuti come questo, ti aspetto ne La Classe, il programma  formazione continua di Italian Etiquette Society.

Modi di dire maleducati secondo il galateo.
Facebook
X
LinkedIn
WhatsApp
Threads

Lascia un commento