Che cos’è per me Venezia

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Approfitto del clima vacanziero per parlare un po’ di fatti miei.
E per spiegare bene che cos’è per me Venezia.

Dicono che sia la città più bella è del mondo.
E io non posso che concordare.

(Non è perché ci sono nata vicina. Non è perché è solo centro storico. Non è perché è obiettivamente e indiscutibilmente magnifica.)

Per me Venezia è più di questo.

Venezia non è solo una città.
Venezia è la prova (provata) che l’impossibile non esiste.

una foto del ponte cappello a venezia

[Ed ecco la backstory]

Quando studiavo all’Università vivevo a Padova. E avevo un cane, Muffa la Prosciutta.
Così spesso, la domenica mattina, prendevo la macchina e portavo la Muffa a passeggiare in laguna.

Andavamo alla Brussa, una località famosa per un baracchino che vende pesce fritto, e nient’altro.
Oltre a quello, ci sono solo strisce di sabbia, canneti e paludi salmastre.

(Favorisco diapositiva)

L’inospitalità di questi luoghi è evidente. Chiunque proponesse di costruire una città in un posto del genere verrebbe preso per pazzo.

Eppure Venezia, con le sue chiese di marmo e i grandiosi palazzi, è sorta esattamente in un posto come questo.

Venezia era così, prima di diventare Venezia.

È una sfida alla logica.

Uno sberleffo al buon senso.

Una provocazione bell’e buona, fatta di colonne di marmo e bifore bianche.

Per dire: solo sotto la Chiesa della Salute (cupola sulla destra, nell’immagine di copertina) sono piantati oltre UN MILIONE di pali. Pali ricavati da altrettanti tronchi d’abete, che secoli fa sono stati abbattuti sulle Dolomiti, trasportati via fiume a venezia e conficcati per tutta la loro lunghezza nel terreno sabbioso, allo scopo renderlo stabile, e adatto a sorreggere una cattedrale di marmo.
la chiesa del redentore di venezia

Un’amica americana, una volta, mi ha confidato: “La prima volta che ho visto Venezia ho pianto”.

Non gliel’ho detto, ma io piango ogni volta.
Non riesco ad abituarmi a tanta meraviglia.

Non riesco a capacitarmi di questo miracolo.

Quando passeggio per Venezia non importa quali pensieri io abbia.
Perché tutto acquista una nuova prospettiva.

Quando alzo gli occhi sui ponti, sulle chiese e sui palazzi, penso alla Brussa e nulla mi sembra più impossibile.

l'entrata marittima dell'arsenale di venezia

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La foto di copertina è di Henrique Ferreira via Unsplash.
Le altre immagini sono tratte da wikimedia commons

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il canal grande visto dal ponte dell'accademia, con la chiesa della salute e punta della dogana

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