Il Bon Ton del Telefonino

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Dopo aver parlato di galateo dei gruppi Watsapp e di buone maniere su Facebook, è inevitabile parlare di lui: il telefonino.
Strumento principale delle nostre interazioni online, lo smartphone è una presenza più che costante delle nostre giornate. E proprio per questa ragione, il suo utilizzo richiede un pizzico di buone maniere (o come al solito, di buon senso, vedete voi).
Ecco dunque, in ordine sparso, un po’ riflessioni su come usare lo smartphone con un occhio di attenzione anche agli altri.
Perché le buone maniere ci rendono più simpatici.

Galateo dello Smartphone

una ragazza cammina per strada col telefonino in mano

Tutti passiamo tantissimo tempo incollati al cellulare. Persino Tim Cook, CEO di Apple, si è detto preoccupato per l’abuso che si fa degli smartphone. Quando però siamo con altre persone, e/o  usiamo il telefono per interagire con qualcuno, è bene tenere a mente che -appunto- quel che facciamo non riguarda più solo noi stessi…

  • Il primo tema scottante riguarda la scelta della suoneria. Se a voi piace che ogni chiamata sia annunciata da Despacito, che i messaggi siano notificati dallo scroscio di un’onda o dal richiamo della cicala africana, niente da dire. Solo, per favore: nei luoghi pubblici, per favore mettete in silenzioso. Soprattutto se si tratta di treni, sale d’attesa e in generale, posti da cui le persone non si possono allontanare.
    Vero che è superfluo spiegare il perché?
  • Orari delle chiamate. Il fatto che sia possibile rintracciare le persone a qualunque ora e in qualunque luogo non significa, in automatico, che sia opportuno farlo. Le chiamate in orari “scomodi” vanno evitate: la regola generale è chiamare tra le  nove di mattina e le nove di sera. Con gli intimi, ovviamente, queste regole sono più elastiche, e si possono adattare alle abitudini di ognuno. In generale, usate il buonsenso e cercate di non disturbare il prossimo.
  • Volume e tono: quando si parla al telefono in luoghi pubblici, è opportuno mantenere un volume il più discreto possibile. Agli altri non interessano i fatti nostri. Qualora si debba fare una telefonata in presenza di estranei senza avere la possibilità di appartarsi (es: in taxi, in treno etc.) è cortese scusarsi in anticipo.
  • E se l’altro non rispondere? Un telefono che squilla all’infinito è fastidioso. Se la persona che cercate non risponde entro i primi cinque trilli, riattaccate. Se vi risponde la segreteria, avete due opzioni. La prima è riagganciare subito, la seconda è lasciare un messaggio di senso compiuto. È detestabile trovare registrati i messaggi vuoti.
    Nota a margine: continuare a richiamare se l’altro non risponde è da stalker.
    Personalmente, quando trovo 4 chiamate in sequenza dalla stessa persona (ciao papà!), penso subito che sia successa una disgrazia.
    Piuttosto, mandate un messaggio watsapp per spiegare la ragione della chiamata e invitare l’altro a richiamarvi asap.
  • Avviare la conversazione Una volta quando si telefonava era buona norma presentarsi, prima di tutto.  Oggi, il telefono ci fa sapere il nome (o almeno il numero) di chi sta chiamando e la presentazione è inutile nel 90% dei casi. Quello che non possiamo sapere è tuttavia in che situazione sarà il nostro interlocutore: magari non ha nulla da fare, ma potrebbe anche essere impegnato o comunque impossibilitato a dilungarsi in chiacchiere. Quindi è ottima cosa esordire sempre chiedendo  “Ti disturbo?” o “Sei impegnato?”.
  • Presentarsi ovviamente, quando si chiama qualcuno che non si conosce o che potrebbe non avere il nostro numero in rubrica, ci si presenta dicendo: Pronto, buongiorno, sono Elisa Motterle eccetera eccetera. Se vi chiamano da un numero nascosto/sconosciuto avete tutto il diritto di chiedere: per cortesia, posso sapere con chi sto parlando? Non è scortesia, è sopravvivenza.
  • Luoghi taboo. Ci sono posti – non molti per la verità- dove il cellulare dev’essere tassativamente spento. Parlo di chiese, luoghi di culto in generale, corsie d’ospedale, cinema e teatri, aerei in fase di decollo/atterraggio.
    Chi non spegne il telefono in queste situazioni è un maleducato, senza se e senza ma.

Bon Ton del cellulare a tavola

qualcuno fotografa una tavola col cellulare

Il telefonino ci accompagna ovunque: anche in luoghi dove sarebbe meglio metterlo da parte. La tavola è l’esempio principe: perché permettere al nostro device di mettersi tra noi e uno dei piaceri della vita?

  • Dove (non) mettere il cellulare a tavola. Qual è il posto giusto per il telefono a tavola? Lontano dalla tavola. In borsa, in tasca, dove volete purché sia lontano dalla vista dei commensali. MAI appoggiare il cellulare sul tavolo apparecchiato. È il colmo della maleducazione. Questo vale al ristorante, ma anche tra le mura domestiche: una delle cose che non smetterò mai di chiedermi è perché in media, le buone maniere siano percepite come qualcosa da sfoggiare davanti agli estranei, ma che si può mettere da parte quando si varca la porta di casa. Come se le persone con cui condividiamo la casa e la vita non meritassero la stessa attenzione.
  • Foto ai piatti. Negli ultimi anni, la passione per il food è dilagata, tanto che fotografare un piatto prima di mangiarlo è diventato (quasi) la normalità. Se fate parte della schiera dei foodies,usate un pizzico di buon senso: vietato fotografare i piatti quando si è fuori a cena in gruppo, imponendo agli altri di attendere il vostro scatto prima di cominciare a mangiare. Chiedere ai vicini di spostarsi perché altrimenti vi rovinerebbero l’inquadratura è davvero poco cortese. Insomma, se possibile, cercate di limitarvi: potete anche mangiare senza aver immortalato il piatto. Magari la pietanza calda sarà anche più saporita, chissà 🙂
  • Quando si aspetta una chiamata. Può succedere di sedersi  a tavola mentre  si è in attesa di una chiamata importante. In questo caso, è bene avvisare i propri commensali in anticipo. Qualora la telefonata dovesse effettivamente arrivare, è necessario scusarsi brevemente e rispondere solo dopo essersi allontanati.
  • Smartphone e “chiedilo a Google”. Può succedere, nei momenti di convivialità, che la conversazione si areni su un’incertezza. In questi casi, immancabilmente, c’è chi per dirimere la questione tira fuori il telefono e dice: chiediamolo a Google (o a Wikipedia). Per carità: nulla di male, soprattutto se si è tra amici intimi. Ma in generale, supponendo che non si tratti di questioni di vita o di morte, è più elegante lasciare il cellulare in borsa e spostare la conversazione su un altro argomento.

Galateo del cellulare (privato) in ufficio

un telefono appoggiato su una scrivania

Inevitabilmente, lo smartphone ci segue anche in ufficio. Ma per non compromettere la nostra professionalità, sul lavoro  è opportuno farne un uso ragionato.

  • Telefono (privato) in ufficio. Nulla vieta di portare il proprio cellulare personale in ufficio. L’uso che se ne fa, tuttavia, deve essere moderato: va bene una chiamata in pausa pranzo, va bene rispondere a una chiamata personale una tantum o mandare un messaggino ogni tanto. Meno bene, invece, controllare compulsivamente le notifiche watsapp, o passare ore a smessaggiare con gli amici.
  • Suoneria e notifiche. Per ovvie ragioni, il cellulare privato in ufficio va impostato in silenzioso, specie se si lavora in un open space.
  • Ricevere chiamate private in ufficio. Anche se di norma andrebbe evitato, può succedere di ricevere una chiamata personale mentre si è al lavoro. In questo caso, è obbligatorio allontanarsi dalla scrivania e trovare un luogo appartato per parlare, senza dilungarsi troppo.

Le 5 cose più maleducate che si possono fare con lo Smartphone

una ragazza ride sollevando l'iphone

Infine, come bonus, ecco la mia personale classifica delle cose più detestabili che si possono fare con un telefonino in mano.

  • Parlare con qualcuno mentre si guarda il telefono. Un comportamento che non avrebbe bisogno di commenti, se non fosse che capita di continuo. Gente che guarda il telefonino – o digita, addirittura – mentre ti parla. Io voterei per l’amputazione del pollice.
  • Camminare guardando lo smartphone. Le strade sono piene di persone che camminano con lo sguardo incollato al monitor. Ci sono stati vari casi di pedoni investiti perché troppo assorti dal telefonino. Senza arrivare a tali estremi, cerchiamo (tutti) di evitare. Cozzare addosso alle persone è un rischio non mortale ma comunque antipatico. E guardare il mondo non è poi così brutto.
  • Usare il telefono mentre si guida. Qui più che di educazione parliamo di civiltà. Quando si guida, OK alle chiamate in vivavoce: i bluetooth consentono di collegare l’apparecchio al sistema digitale della macchina, per gestire le chiamate in sicurezza. Chi approfitta dei semafori (o peggio, di una coda) per mandare un messaggio o controllare Facebook mette a repentaglio la sua sicurezza e quella degli altri. Mai nella vita.
  • Fotografare compulsivamente gli eventi. Lo scorso giugno sono stata a Londra, per vedere la parata del Trooping the Colour. Avevo preso posto in terza fila, quindi contavo di poter vedere con agio il passaggio dei vari corpi dell’esercito, e delle carrozze con la famiglia reale. Peccato che, giunti al dunque, la visuale sia stata totalmente ostruita da decine di persone che brandivano in aria il telefono con la speranza di catturare una foto. Lo stesso accade ai concerti, ai comizi, in tutti quegli spettacoli dove il telefonino non è bandito. Ed è ridicolo, perché in realtà, da quella distanza, le foto vengono comunque microscopiche, o sfuocate. Quindi: non è meglio godersi lo spettacolo, e casomai scaricare qualche foto da Google il giorno dopo?
  • Usare il cellulare quando è vietato. Ci sono musei, teatri, conferenze dove l’uso del telefonino per fare foto o riprese è esplicitamente proibito. Eppure, tantissime volte, vedo persone che ne infischiano totalmente, e non si fanno scrupolo di fare fotografie.
    Quest’arroganza è il pinnacolo della maleducazione. Se le regole ci sono, rispettarle non è un optional.
    Al teatro Kaburenjo di Tokyo  ho visto le maschere accompagnare gentilmente alla porta dei turisti che stavano cercando di catturare abusivamente una “foto ricordo” dello spettacolo.
    Vorrei tanto che in Europa funzionasse uguale.

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Questo articolo ha 7 commenti.

  1. Nicoletta giacomin

    Buon giorno, volevo parlare della mia esperienza. Anni fa e” venuta im casa un’amica a trovare mio padre nei suoi ultimi giorni di vita, era a letto e sofferente. Ad un certo punto le arriva una telefonata e lei si e’ trattenuta almeno 3/4 d’ora (se non di piu) visto che la conversazione andava per le lunghe “l’amica si E’ spostata in bagno” io ero molto imbarazzata e mia madre se ne e” andata fuori a stendere i panni. Avrei voluto dirle negli anni successivi che E’ una gran maleducata.

    1. Elisa

      Beh, Nicoletta ne avrebbe avuto tutti i motivi…
      Ma la prima regola delle buona maniere è che non si fanno notare le cattive maniere altrui.
      Mi dispiace comunque per la brutta esperienza 🙁 La sua amica ha dimostrato davvero poco tatto.

  2. Francesco

    Ho purtroppo parecchi amici, anzi direi troppi, che hanno il vizietto di non rispondere quasi MAI al telefono… per carità poi – magari dopo ore – richiamano, ma sistematicamente non rispondono. Quando ho fatto loro notare questo pessimo rapporto col cellulare, mi sono sentito rispondere nelle più svariate maniere: non l’ho sentito, avevo da fare, ero in altre faccende affaccendato, avevo la suoneria bassa, ero nel pieno di una sommossa popolare, ecc… ecc… al punto che spesso mi viene da chiedere: “ma perché usi il cellulare?!? Buttalo nel WC, fai un piacere a te stesso, all’umanità ed eviti brutte figure.”
    Ora, a parte il “non l’ho sentito”, che in effetti può capitare, come di essere occasionalmente molto occupati da non poter rispondere, sono e rimangono scuse credibili unicamente per coloro a cui capita una tantum, non di certo per chi sistematicamente non risponde quasi mai.
    In sostanza per molte, troppo persone, il non rispondere – che dovrebbe essere l’eccezione – è diventata una regola, quando a parer mio dovrebbe essere l’esatto contrario. Un comportamento super cafonal che non ha giustificazione alcuna se non, alla base, una abbondante dose di cattiva educazione e totale mancanza di rispetto verso il prossimo.
    La ciliegina sulla torta di questi comportamenti molto poco politically correct, è rappresentata da un comportamento ancora peggiore della non risposta, ovvero la chiusura forzata della telefonata dopo i primi squilli. Anche questa perdonabile se occasionale, da prendere a pugni chi la fa d’abitudine. Dà molto l’idea del “non mi rompere le scatole” o se preferite di una porta sbattuta in faccia in malo modo. Penso che un telefono spento o “momentaneamente non raggiungibile” sia la risposta migliore alla non risposta, all’impossibilità di parlare e di rispondere. Un piccolo gesto di gentilezza e rispetto verso chi ci chiama, magari anche per il genuino interesse di sapere come stiamo.

    1. nicolazzi

      La vedo in maniera molto diversa.
      Io rispondo di rado, e richiamo quasi sempre. Oppure scrivo. E ti assicuro (perdonami se ti do del tu, tra i commenti a un blog credo si possa fare…) che non sono un maleducato; anzi, sono sempre molto attento ai gesti che faccio.

      Però, se fossi uno dei tuoi amici, mi riterresti un cafone.
      Mettiti però nei panni dei tuoi amici, e chiediti se ha senso fermare il tempo della sua giornata e costringerli a dedicarlo a te.

      – Sto mangiando? Non rispondo neanche se mi pagano.
      – Sto leggendo un libro? Difficile che risponda.
      – Sto lavorando? Vedi sopra.
      – Sto parlando con qualcuno? Mi dispiace, ma non rispondo. Ho rispetto per chi ho davanti.
      – Sto facendo una passeggiata con familiari/amici/nuove fiamme? Non rispondo.
      – Sto guidando? Non posso rispondere.
      – Sono allo stadio al cinema, a teatro, in un museo? Non so neanche cosa sia il telefono.
      – Sto giocando a carte? Non rispondo. Mi godo la vita mia, tu goditi la tua e mandami un messaggino (non vocale, se possibile).

      Rispondo di rado perché oggi esistono tecnologie molto più discrete della telefonata. La telefonata toglie concentrazione, distrae la persona dall’attività che sta facendo, il messaggino no. Per come la vedo io, al giorno d’oggi la telefonata va fatta solo nei casi in cui la stessa comunicazione non possa aversi tramite messaggino. In tutti gli altri casi la vivo con fastidio, sbuffi, e occhi al cielo.

      1. Elisa

        Più che altro: al giorno d’oggi le telefonate vanno concordate e pianificate 🙂

  3. Serena

    Se il giorno del compleanno non rispondo ai suoceri che tentano di farmi gli auguri, devo aspettare che mi richiamino o è educato che sia io a richiamarli per ricevere i loro auguri?

    1. Elisa

      Mhhh io attenderei un po’, per dar loro la possibilità di riprovare.
      Non risentendoli per qualche ora, richiamerei.

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