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Le (mie) icone di stile degli anni ’80 e ’90

by Elisa, 23/08/2017

Venerdì 8 settembre sarò a Padova al Future Vintage Festival per parlare (seriamente) delle tendenze degli anni ’80 e ’90. (Vuoi assistere? Prenotati qui)

Ma siccome in quegli anni io – per quanto piccola – c’ero, preparare la presentazione per il mio speech è stata l’occasione per ripensare a quali fossero, all’epoca, le mie icone di stile di riferimento.
Ed ecco, tra il serio e il faceto, il risultato di questo amarcord.

1. SISSI

Romy Schneider nei panni di Sissi, Lady Diana e un modello anni '80 di Laura Ashley

Romy Schneider nei panni di Sissi, Lady Diana e un modello anni ’80 di Laura Ashley

Per tutti gli anni ’80, grazie a Lady Diana e al suo sfarzoso matrimonio mandato per la prima volta in mondovisione, lo stile Princess andava forte.

La stilista di riferimento era l’inglese Laura Ashley, che già si era affermata negli anni ’70 con il revival vittoriano, e negli anni ’80 proponeva abiti in velluto e modelli alla marinara.

Qui da noi, più modestamente,  ogni anno l’estate la Rai riproponeva la trilogia anni ’50 dei film di Sissi, dove la giovane imperatrice era impersonata da Romy Schneider. Ed io ero completamente in fissa: come ho raccontato altrove, Sissi era diventata il mio role model e posso ben dire che sia stata la prima icona di stile a cui ho fatto riferimento.

2.LADY OSCAR

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Lady Oscar, Michael Jackson e un modello anni ’80 di Moschino

Lady Oscar era la più figa di tutte.
Era stupenda, a partire dalla sigla in cui appariva nuda avvolta dalle spire di un roseto (chissà cosa direbbe oggi il movimento genitori, ma erano gli anni ’80, e nessuno si scandalizzava di niente).

In quel periodo lo stile androgino andava forte, ma se per “i grandi” l’icona di riferimento poteva essere Annie Lennox, per me il top del top era La Rosa di Versailles.
Senza contare che ADORAVO le sue uniformi sbrilluccicanti, piene di coccarde e galloni.
Erano po’ le stesse giacche che all’epoca indossava Michael Jackson e che proponeva con ironia Moschino… Comunque, tre decenni di distanza, ancora mi affascinano da morire tutti i capispalla che hanno un che di militare. Ah, l’imprinting!

3.LOVELY SARA

lovelysara - prada - Caroline Bessette Kennedy

Lovely Sara, una campagna di Prada primi anni ’90 e l’icona del minimal Caroline Bessette Kennedy

Miuccia Prada è arrivata seconda: quando lei lanciava “finto povero” sulle passerelle, io ero già adepta dello stile minimal di Lovely Sara da un pezzo. La nostra eroina, che passa 3/4 del cartone animato coperta di stracci, è stata anche la mia musa ispiratrice nella volontà di andare in collegio.
Che dio la benedica: Lovely Sara è responsabile di alcune delle migliori scelte della mia vita.

4. MADEMOISELLE ANNE

Mademoiselle Anne, Madonna in Nothing Really Matters, la Collezione AI 1994 di John Galliano

Mademoiselle Anne, Madonna in Nothing Really Matters, la Collezione AI 1994 di John Galliano

Mademoiselle Anne era uno shojo manga (cioé un manga sentimentale, pensato per le adolescenti) che andava in onda negli anni ’90 su tristissime emittenti locali, ad orari improbabili.

Ed era un gran peccato, perché era un cartone animato davvero raffinato e pieno di riferimenti storici interessanti. Comunque: la protagonista, Anne, era una ragazza-bene giapponese di inizio novecento e com’è facile intuire, appare spesso vestita in kimono o con gli hakama (che sarebbero i pantaloni tradizionali giapponesi, per capirci).

Poco importa il kimono sia comparso nella collezione AI 1994 di John Galliano, e che poco dopo Madonna lo indossasse nel video di Nothing Really Matters. A me la fascinazione per l’abbigliamento jap (che non mi è ancora passata) è nata guardando le rocambolesche avventure di Mademoiselle Anne.

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