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Perché l’eleganza è morta

by Elisa, 30/10/2016

Alzi la mano chi non ha mai sentito dire (o pensato) che al giorno d’oggi l’eleganza è morta.
Non so voi, ma io ci penso di continuo… E credo di non essere la sola visto che in rete girano meme come questo.

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Ecco, la risposta chiara e semplice mi si è materializzata davanti qualche giorno fa sul feed di Facebook, ed aveva la faccia di questo post qui.

collant letterari

Manco a dirlo, le reazioni al post erano per la maggior parte entusiaste.
Ed io mi sono immaginata schiere di signore e signorine con le gambe avvolte nei racconti di Poe (o in qualunque altra cosa decori queste calze).
E in quel momento mi si è accesa una lampadina.
L’eleganza è stata uccisa da acquisti così.
Fatti perché una cosa in sè ci piace, senza domandarsi quali conseguenze avrà sul guardaroba.

La parola eleganza, a prescindere dalla definizione che ne vogliamo dare,  deriva dal latino eligere, che vuol dire scegliere.
E il guaio è che oggi c’è troppa scelta.

Vestirsi “alla moda” non è mai stato alla portata di tutti come lo è oggi.
Abiti e accessori non sono mai stati economici quanto ora, e sicuramente non sono mai stati disponibili in tanta varietà e quantità.

Fino a un paio di generazioni fa, vestirsi era un investimento.
( E infatti, non è un caso che le due parole abbiano un’evidente radice in comune).
Gli abiti erano costosi.
E questo aveva due conseguenze: la prima, che si metteva molta più cura e studio nella creazione dei capi, perché si dava per scontato che sarebbero dovuti durare a lungo.

La seconda è che si compravano molte molte meno cose.
E questo, che ci piaccia oppure no, comportava un’attenta riflessione quando era il momento di andare dalla sarta, per farsi una nuova giacca/gonna/pantalone.
L’acquisto d’impulso è un’invenzione assai recente.

È molto più facile riuscire a creare outfit sensati (ed esteticamente piacevoli) quando si combinano quindici o venti capi, piuttosto che duecento.
(E ancora una volta, non è per caso che il tema dei capsule wardrobe sia di grande attualità per chi s’interessa di moda e di stile.)

Quindi, mi viene da dire, essere eleganti oggi è soprattutto un esercizio di rinuncia.
E una questione di saper ponderare attentamente le proprie scelte.